Il postmoderno forte di “Scarti” di Domenico Cocozza

Cocozza.jpgGRANDE…Filippo, Greta, J, la signora Adelamaier, sono alcuni dei personaggi raccontati in questa miscellanea di fobie, di amori, di crudeltà, di passioni, di casualità.
Spaccati di vita, personalità al limite del razionale. Un mondo crudo, “umido”, terribilmente umano. SCARTI, voce del verbo scartare. Scartare l’anima, sfogliarla, oltre al corteccia, fino a raggiungere i sentimenti profondi che senza vergogna emergono in un susseguirsi di emozioni. Si ride, si piange, si riflette, si sogna.
SCARTI ci mostra ritratti di una collettività che vuole svestirsi dell’ipocrisia e della morale comune, presentando alcune delle sue debolezze e incongruenze attraverso un linguaggio schietto e senza “peli sulla lingua”.

Domenico Cocozza, napoletano doc, decide di trasferirsi a Milano dopo la laurea in Studi Comparatistici, conseguita all’Università L’Orientale. Attualmente opera nel settore della comunicazione in qualità di copywriter dopo essersi sperimentato in quello dell’Istruzione e Formazione. Ha già pubblicato uno studio di religioni comparate: Cristo. Un profeta tra Bibbia e Corano (Stamen, 2008) e, in un’inconsueta veste di fotografo, il catalogo d’arte Errico Ruotolo. Necessità del presente (Plectica, 2008). Con SCARTI, opera sorprendente di non frequente postmodernismo forte (anziché debole…) fa il suo dirompente esordio in narrativa.

di Riccardo Roversi

Lo trovate su:
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La Feltrinelli

eBook
LIBRERIA RIZZOLI
LIBRERIA UNIVERSITARIA

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